The Gypsy with the red notebook

How to discover yourself and the world with inspirational journeys

Sa Sartiglia, il misterioso Carnevale di Oristano

Sartiglia, Su Componidori

Un’arcana figura androgina, con una maschera enigmatica, un velo femmineo e un nero cappello a cilindro, che incede tra la folla su un cavallo bardato da coccarde coloratissime. E’ Su Componidori, il semidio protagonista della Sartiglia di Oristano: molto più di una celebrazione del Carnevale, molto più di una manifestazione equestre di epoca medievale, la Sartiglia è un rito ancestrale di fertilità, che affonda le sue radici in antichissimi culti pagani per propiziare la fecondità della terra. Anche quest’anno a Oristano, dall’11 al 13 febbraio 2024.

Il termine Sartiglia, di origini spagnole, deriva da Sortija e quindi dal latino sorticula, che significa “anello” ma è anche il diminutivo di “sors”, fortuna. E’ proprio la sorte che i cavalieri della Sartiglia sfidano, galoppando in pista mentre cercano di infilare con la spada una stella di acciaio appesa ad un nastro verde, chiara metafora di fertilità. Nel Mediterraneo le corse equestri erano praticate già in epoca medievale, come addestramento militare prima e giostre pubbliche poi, specialmente durante il dominio spagnolo sulla Sardegna.
Il primo documento che cita la Sartiglia risale al Cinquecento, forse riferito alla corsa organizzata in onore dell’imperatore Carlo V. Da allora, ogni anno, migliaia di persone accorrono ad Oristano per partecipare a questo rito collettivo, organizzato secondo la tradizione il sabato dal Gremio dei contadini e il martedì dal Gremio dei falegnami. Ognuna delle due giornate ha il proprio Componidori, dal volto terrigno per i contadini e candido per i falegnami, proprio quello che ha accompagnato la mia prima Sartiglia, nel 2023.

L’identità di Su Componidori, un tempo scelto soltanto tra le famiglie più nobili di Oristano, oggi più inclusivo (la prima donna corse nel 1973), viene resa nota il giorno della Candelora dal presidente del Gremio, che gli reca in dono un cero. Il giorno della Sartiglia la trasfigurazione: il cavaliere, accompagnato da tamburini e trombettieri, sale su un altare e viene vestito dalle Massaieddas secondo un antico rituale, al termine del quale non potrà togliersi la maschera né toccare terra per tutta la giornata. La consegna di “sa Pippia de Maiu”, un mazzo di pervinche e viole mammole con cui benedice i presenti, segna la sua consacrazione a semidio.

Sartiglia, Su Componidori
L’arrivo di Su Componidori con Su Segundu e Su Terzu
Su Componidori, con maschera, velo e cappello a cilindro, cavalca un cavallo bardato sfarzosamente

Le danze si aprono con un corteo lussureggiante: centinaia di persone sfilano in abiti tradizionali sardi, a piedi o in sella a cavalli adorni di ricchissime bardature. Il mio consiglio è sicuramente quello di prenotare i posti in tribuna (leggi qui), io avendo prenotato la tribuna B in via Duomo (25 euro) avevo una bella prospettiva sulla gara. Oppure, in alternativa, se si ama il bagno di folla si può restare a bordo pista, tra una Vernaccia e un coretto da stadio! La Sartiglia è sicuramente l’evento più importante per la tranquilla Oristano, che l’anno scorso ha accolto – oltre alla sottoscritta 🙂 – 23mila persone da tutta Italia e non solo.

Dopo il corteo si parte con la gara vera e propria. Il primo a correre al galoppo e cercare di infilare la stella è proprio Su Componidori. La scena è emozionante: un semidio mascherato che si appresta a galoppare verso la stella, una folla in trepidazione intorno, infine lo slancio sfrenato verso la piccolissima stella. Una sfida contro il tempo e lo spazio quella di Su Componidori, che dovrà anche scegliere i cavalieri che si cimenteranno dopo di lui. Chi conquista una stella riceve in premio una piccola stella d’argento, due valgono una stella d’oro. Al termine della corsa Su Componidori dovrà cimentarsi nell’ancor più ardua impresa dello “stocco”, una lancia di legno più spessa, prova ancora più ardua per sfidare la fortuna.

Spettacolare la conclusione della gara, con Sa Remada: Su Componidori, annunciato solennemente da trombe e tamburi, sdraiato sul cavallo al galoppo benedice la folla con sa Pippia de Maiu. La Corsa alla Stella si è compiuta, e tutti si dirigono verso piazza Mazzini, per ammirare le Pariglie.

Sartiglia, il corteo
Sartiglia, il Corteo
Corteo
I costumi tradizionali sardi
Anche i bambini tengono vive le tradizioni…
Trombettieri e tamburini, con le tradizionali maschere
Trombettieri e tamburini, con le tradizionali maschere
Sartiglia, Il Corteo dei cavalieri
Il Corteo dei cavalieri
La Corsa alla Stella
Sartiglia, Gareggiano anche cavalieri dai misteriosi volti animaleschi
Gareggiano anche cavalieri dai misteriosi volti animaleschi

Non c’è limite all’adrenalina. Dopo la corsa alla stella è la volta delle pariglie: coppie e trii di cavalieri, che si sono preparati a questo evento per tutto l’anno, si lanciano al galoppo esibendosi nelle acrobazie più incredibili. Nella “verticale”, ad esempio, i due ai lati sostengono un terzo che si regge a testa in giù sulle loro spalle, con le gambe verso l’alto, oppure in “sa sedda” i due ai lati si appoggiano al cavaliere centrale, togliendo la sella al proprio cavallo e mostrandola al pubblico. Al termine delle pariglie, conclude la celebrazione una nuova “Sa remada” di Su Componidori, che rientrando a “sa mesidda”, dove era avvenuta la vestizione, scenderà per la prima volta da cavallo, deporrà maschera e velo grazie alle massaieddas e ritornerà ad essere un cavaliere mortale. Il sacro lascia posto al profano e inizia la festa, che andrà avanti per tutta la notte.

… e a proposito di profano, qualche consiglio per chi deciderà di assistere alla fantastica Sartiglia (visita il sito ufficiale) e magari resterà in zona qualche giorno:

  • bevete un bicchiere di Vernaccia. Non sappiamo se sia davvero romanticamente nata dalle lacrime di Santa Giusta, la patrona della provincia… sicuramente è buonissima e ve la venderanno ovunque 🙂
  • comprate la coccarda colorata di uno dei cavalli della sfilata, ve le venderanno alle bancarelle subito dopo la gara
  • visitate il centro storico di Oristano, con le sue mura e torri medievali; la più famosa è la torre di Mariano
  • visitate la chiesa e il monastero del Carmine, con il suo favoloso rococò
  • visitate Tharros, la città fenicia sulla penisola del Sinis, a una ventina di minuti da Oristano e le vicine spiagge di San Giovanni, Maimoni e Is Arutas, la cui sabbia sembra riso
  • visitate il Museo Archeologico di Cabras e intimiditevi di fronte ai mitici Giganti di Monte Prama
  • Fate un salto a S’Archittu
Le spiagge del Sinis
Le spiagge del Sinis
Tharros

A caccia di altre chicche sull’isola? Spostandovi a est ci sono ad esempio Tortolì, bellissima località sul mare, o Gavoi, un villaggio di pietra nell’entroterra…

8 Replies to “Sa Sartiglia, il misterioso Carnevale di Oristano”

  • ma che meraviglia questa manifestazione. Un evento unico nel suo genere che riflette bene le tradizioni del posto, senza cadere nella forzatura. Spesso Si cerca di esagerare il più possibile con carri e costumi ai fini del divertimento, e invece la semplicità paga sempre.

  • L’Italia è una terra dove il Carnevale è molto sentito; tra le tante città che festeggiano questa ricorrenza non avevo mai sentito nominare il Carnevale di Oristano, ma da come lo descrivi sembra una manifestazione molto affascinante!

  • Spesso il Carnevale non è solo la giornata dove “tutto è possibile” ma racchiude in sé numerose tradizioni radicate ancora nel cuore della gente di un determinato territorio, come in questo caso.

  • Non amo in particolare il carnevale, forse anche perché dalle mie parti non è molto sentito e ho dei brutti ricordi delle elementari in cui ci costringevano a mettere costumi orrendi in materiali sintetici. Ma un evento di questo genere è tutt’altra cosa e penso che mi divertirei molto come spettatrice!

  • Sono moltissimi anni che passo il carnevale a Venezia ma è da un po’ che sono stata colta da una certa voglia di vedere festeggiamenti per me ‘nuovi’ e quelli di Oristano sembrano davvero fantastici!
    Per quest’anno immagino sia un po’ tardi ma me li segno per il prossimo!

  • E’ proprio vero che ogni luogo ha le sue meravigliose tradizioni da portare avanti, non conoscevo il carnevale di Oristano ma deve essere una favolosa esperienza partecipare.

  • Una tradizione decisamente particolare che non conoscevo, la Sardegna riesce a sorprendere sempre e non solo per il suo mare

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *